L'editoriale
di Carmine Nardone
La creatività e le nuove idee, come è noto, storicamente hanno accompagnato sia l'arte che la scienza. Si può dire che la creazione artistica e le nuove scoperte scientifiche si alimentavano quasi in esclusiva di 'idee'. Oggi invece hanno 'rotto gli argini' e sono diventate indispensabili in ambiti molto più vasti fino ad assumere un ruolo essenziale per la competitività di un intero sistema paese.
E' mutato...
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Associazione Rossi-Doria
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EDITORIALE
CREATIVITÀ E INNOVAZIONE
di Carmine Nardone
La creatività e le nuove idee, come è noto, storicamente hanno accompagnato sia l'arte che la scienza. Si può dire che la creazione artistica e le nuove scoperte scientifiche si alimentavano quasi in esclusiva di 'idee'. Oggi invece hanno 'rotto gli argini' e sono diventate indispensabili in ambiti molto più vasti fino ad assumere un ruolo essenziale per la competitività di un intero sistema paese.
E' mutato radicalmente il rapporto tra creatività (picchi individuali) e innovazione (adozione collettiva): è tramontato il modello di Joseph Alois Schumpeter basato sul rapporto innovazione-impresa ovvero un modello imitativo dell'impresa più avanzata. Oggi, invece, la sfida è nell'intreccio costante tra la creatività intesa come 'dote individuale' e l'innovazione come 'fenomeno collettivo. Il nodo che sottointende in gran parte alla crisi attuale è che molto spesso si riscontra confusione tra i due piani. Una delle ragioni principali è nel persistere di una 'separazione' tra psicologi ed economisti: l' interazione tra questi due campi è diventata decisiva e propedeutica a qualunque strategia di sviluppo.
Nelle società della globalizzazione cresce il numero degli 'ideatori' e diminuiscono i 'clonatori-imitatori'. Anche la Cina, percepita come un paese di grandi clonatori, in realtà adotta la fase della clonazione come una fase conoscitiva di base , in funzione di una seconda fase orientata globalmente all'originalità. Si può dire che proprio la Cina è diventata l'interprete più ortodosso di ciò che affermava il matematico Henri Poincarè (1854-1912) ossia ' creatività significa unire elementi esistenti con connessioni nuove che siano utili'.
Sono questi i gravi ritardi accumulati nel nostro Paese e che sono alla base dell' attuale declino. L'aspetto più preoccupante é che non vi sia consapevolezza alcuna sia politica che culturale. Basta osservare il sistema della comunicazione che in Italia è fortemente orientato a promuovere modelli e comportamenti imitativi e non a stimolare ed incentivare e occasioni diffuse di ideazione, contribuendo così alla fuga delle intelligenze creative.
